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mercoledì 21 marzo 2012

L'Ansia è prevalentemente Femminile !


Gli uomini avranno pure i loro problemi sul lavoro a divorarli tra stress e tensioni varie. Ma se parliamo di ansia, parliamo di un fenomeno quasi esclusivamente femminile: le donne hanno un rischio maggiore del 70% di manifestare nel corso della vita disturbi d'ansia. Lo rivela un'indagine Gfk Eurisko, secondo la quale il 29,5% delle donne tra i 18 i 54 anni dichiara di essere sempre in ansia, mentre gli uomini lo sono solo nel 17% dei casi.

Le conseguenze sulla contraccezione
"Questa maggior prevalenza", spiega in una nota Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, "è spiegabile sia in termini di genere che di stile di vita. Le donne infatti hanno, per effetto degli estrogeni, maggiore vulnerabilità biologica ad ansia e stress rispetto agli uomini. Su questa predisposizione di genere si innestano fattori ambientali (il multitasking a cui spesso le donne sono sottoposte) che amplificano la predisposizione femminile. Un primato tutt'altro che positivo e che può avere conseguenze, ad esempio, sull'efficacia del metodo contraccettivo".

Come regolarsi
Dati ottenuti da un campione di 1.438 donne dimostrano infatti che le donne ansiose hanno una probabilità superiore di dimenticare ripetutamente l'assunzione del contraccettivo orale: un singolo episodio di ansia aumenterebbe la probabilità di dimenticanza del 24%, e il rischio è raddoppiato in caso di episodi multipli di ansia.

La dimenticanza, insieme al mancato acquisto della nuova confezione in tempo per iniziare il nuovo ciclo e lo stress da lavoro, rappresentano le motivazioni più frequenti (12,9%, 10,5% e 8,06% dei casi) della mancata assunzione del contraccettivo orale.

"Le diverse conseguenze psicofisiche generate da ansia e stress", consiglia Graziottin, "quali le alterazioni a livello intestinale e ginecologico e la maggior frequenza di episodi di dimenticanza e distrazione, rendono preferibile orientare la scelta contraccettiva verso il cerotto".

Fonte : Staibene.libero

Il Sesso per le quarantenni è meglio ....


Forse la vita non comincia a 40 anni, come recita un luogo comune vagamente autoconsolatorio, ma di certo a quell'età si raggiungono i risultati migliori nelle pratiche erotiche, almeno per le donne. Ad affermarlo è una ricerca condotta dall'Università del Texas e pubblicata sulla rivista specializzata Personality and Individual Differences.

Il coordinatore della ricerca David Buss e i suoi colleghi hanno analizzato un campione di donne significativo; circa 900 rappresentanti del gentil sesso fra i 19 e i 50 anni sono state divise in tre gruppi in base alla fascia d'età di appartenenza (19-26, 27-45 e 46-50). Lo studio ha fatto emergere come le donne del secondo gruppo fossero le più attive in campo sessuale, sia dal punto di vista della qualità e dell'intensità dei rapporti sia per quanto riguarda la “sperimentazione” di nuove fantasie erotiche. Ne consegue che le donne che mostravano il  che mostravano il massimo grado di fertilità, ovvero quelle del primo gruppo, avevano in effetti più difficoltà a lasciarsi andare dal punto di vista sessuale. Il dato è confermato anche da un sondaggio pubblicato sul sito del quotidiano inglese The Telegraph, dove si sottolinea che le donne sopra i trenta anni sono nel complesso assai più interessate e coinvolte dal sesso rispetto alle ragazze più giovani.

Secondo il dott. Buss la spiegazione è dovuta ai meccanismi del cosiddetto orologio biologico. Giunte in età matura, le donne, più o meno inconsciamente, avvertono il bisogno di recuperare il tempo perduto e di trovare l'uomo giusto prima che la natura compia il suo corso attraverso il calo del desiderio e la menopausa. A questo aspetto fondamentale, si aggiungono una maggiore conoscenza del proprio corpo e di quello altrui – e delle relative esigenze – e un grado di disinibizione assolutamente superiore rispetto alle più giovani che si avvicinano per la prima volta al sesso.
La tesi proposta dai ricercatori americani può valere per molte, ma non per tutte. Sono molti i casi, infatti, di donne con problemi di soddisfazione erotica. Per una buona percentuale di esse, l'orgasmo resta un concetto astratto, per lo più determinato da fattori che paiono sfuggenti e autonomi rispetto alla propria volontà. In realtà non è così, garantisce Tracey Cox, un'esperta in problemi di coppia che suggerisce alle donne la messa in pratica di una serie di accorgimenti atti a migliorare il proprio rapporto con il sesso.
Innanzitutto, l'amplesso va preparato psicologicamente; bisogna lasciar andare la fantasia abbandonandosi a una serie di immagini erotiche anche e soprattutto in situazioni che riguardano la quotidianità. Non c'è niente di meglio che pensare all'amore durante un noiosissimo pranzo di lavoro.
Dopo la mente, è la volta del corpo. In tal senso, come preparazione, aiutano molto i cosiddetti esercizi di Kegel, ovvero una serie di contrazioni volontarie messe in atto per allenare i muscoli del pavimento pelvico. Tali esercizi, ideati dal medico americano Arnold Kegel, oltre a produrre effetti terapeutici riguardanti il buon funzionamento dell'apparato genitale, aiutano anche ad ottenere un maggior controllo dell'orgasmo, arrivando anche a quello vaginale oltre che clitorideo.
Fondamentale è anche la scelta della posizione, assicura la Cox. Al momento della penetrazione, la possibilità di scegliere aiuta a raggiungere con più facilità l'obiettivo finale. Da una posizione di controllo, sarà più semplice definire il ritmo dell'amplesso, prediligendo la circolarità e la variabilità della penetrazione rispetto a un'“andatura” monocorde. Anche la respirazione può aiutare: come per molti altri aspetti, però, anche in questo caso non esiste una regola unica. Ogni donna reagisce in base alla propria sensibilità, alcune preferiscono trattenere il respiro durante l'orgasmo per aumentarne la consistenza, altre sostengono che la tecnica in questione distragga e si godono l'orgasmo con respiri lunghi e profondi. L'importante è sperimentare e trovare la propria strada.
Infine, è bene tenere a mente l'antico adagio “In amore e in guerra tutto è lecito”. Se durante l'amore la vostra immaginazione corre lontano, lasciatela andare e non abbiate sensi di colpa: ricordatevi soltanto di non eccedere, pronunciando magari un nome di troppo nella foga del momento!
Fonte italiasalute.leonardo.it

La pillola anticoncezionale e le Italiane !


Poco più del 14%, neanche una su cinque. La percentuale di donne che scelgono la pillola come anticoncezionale è bassa, molto inferiore a diversi altri Paesi d'Europa (basti pensare al Portogallo, dove le fan della pillola sono il 58,9% della popolazione femminile). Non solo: anche quando la scelgono, ci arrivano più tardi, per poi abbandonarla. Senza contare tutti i pregiudizi che ancora circondano questo anticoncezionale, considerato ancora pericoloso per la salute.


Motivo di emancipazione
La fotografia del rapporto tra le donne italiane e la pillola estroprogestinica arriva da un'indagine realizzata da Doxa Marketing Advice a febbraio di quest'anno, su un campione di mille donne, in età fertile, dai 18 ai 50 anni, su tutto il territorio nazionale.
Dalla ricerca risulta che il 78,3% è favorevole all'utilizzo della pillola come metodo contraccettivo, contro un 21,7% di contrarie. E il motivo è soprattutto ideologico: la pillola ha "liberato" le donne. Ma la preferenza non significa utilizzo. "Poter contare su un metodo efficace per controllare la propria fertilità ha dato alle italiane maggior sicurezza nel gestire la propria sessualità", spiega Massimo Sumberesi, direttore generale Doxa Marketing Advice.
"La contraccezione orale ha segnato una sorta di spartiacque nel processo di emancipazione della donna. La ricerca ha messo in luce anche quali siano i timori ricorrenti e un dato, in particolare, desta stupore: tra le donne al di sotto di 25 anni, la necessità di andare dal medico per la prescrizione è motivo di rifiuto".

I pregiudizi
Le resistenze, spiega la ricerca, sono legate soprattutto a eventuali effetti collaterali. Il timore più diffuso è che la pillola non protegga da malattie a trasmissione sessuale (62,5%), faccia ingrassare (47%) o sia scomoda perché occorre ricordarsi di prenderla tutti i giorni (32,3%).
"Certamente la donna italiana ancora non vede la pillola come uno strumento utile a progettare la sua vita e a vivere al meglio la propria sessualità e anche la riproduzione", spiega Rossella Nappi, professore associato della Sezione di clinica ostetrica e ginecologica presso l'Irccs policlinico San Matteo di Pavia, "la donna italiana ha troppa paura di come queste molecole possano manipolare i ritmi ormonali, teme che facciano dei danni".

Fonte : Staibene.libero

venerdì 9 marzo 2012

La Donna parla meno dell'Uomo ! Ma usa meglio le parole !



E' stato detto spesso che le donne sono più chiacchierone degli uomini e in proposito c'è chi ha anche compilato statistiche e sondaggi. Ora a sorpresa arriva una smentita: non solo gli uomini sono più loquaci delle loro colleghe del gentil sesso, ma sono anche più ridondanti e meno accorti nell'usare le parole. Insomma, non solo le signore sono meno verbose, ma il loro linguaggio è più appropriato, vario e riflessivo. 






A rivelarlo è uno studio dell'università di Manchester che ha passato in rassegna 56 ricerche sul tema per scoprire che in ben 24 di esse gli uomini si aggiudicano il primato di ciarlieri, contro appena due studi che sostengono il contrario. Gli studiosi hanno inoltre registrato 50 conversazioni su svariati argomenti, ne hanno trascritto i testi omettendo o cancellando alcune parole e pezzetti di frasi, e hanno poi assegnato a un gruppo di volontari il compito di completare i dialoghi.

In questo modo hanno potuto appurare la maggiore propensione delle donne all'uso di un linguaggio più ponderato e vario, mentre gli uomini, almeno a parole, si dimostrano più banali e scontati. La prova? I vocaboli usati da lui potrebbero essere indovinati nell'81% dei casi contro il 71% dei lemmi a cui fa ricorso lei. Le donne perdono terreno solo quando il discorso verte su argomenti di attualità: solo su qyesti argomenti gli uomini riescono a pareggiare il conto. La stoccata finale per il sesso forte arriva da Geoffrey Beattie, lo psicologo che ha coordinato lo studio. "Sono gli uomini a rivelarsi più propensi a parlare per il gusto di farlo - afferma sulle pagine del Daily Mail - 'ricalcando' un linguaggio ritualistico e ridondante che non contiene nuove informazioni".
Fonte : Tgcom24

martedì 6 marzo 2012

Le Donne mentono sul Cibo !

Sembra che, incapaci di metterci seriamente a dieta, mentiamo più di una volta al giorno agli altri e a noi stesse quando si parla di cibo. Ecco quali sono le bugie più dette dalle donne










Le bugie un tempo avevano solo le gambe corte, oggi, invece, sembra che abbiano anche la pancia piena. Soprattutto se a raccontarle è una donna. Stando al brand britannico Timex Multisport Team, che fornisce ad atleti non solo professionisti, supporto psicologico e fisico, noi femminucce mentiremmo ben quattrocentosettantaquattro volte l’anno per qual che riguarda il cibo. Per la serie: “Non capisco proprio come mai non mi entrano più i miei vecchi jeans” disse lei masticando l’ufficialmente primo biscotto della giornata, in realtà almeno il quarto. 

Non c’era affatto bisogno di uno studio scientifico per sapere che spesso ci nascondiamo dietro a un dito, ma rendersi conto che mentiamo ben nove volte la settimana agli altri e a noi stesse pur di poter mangiare patatine, bere vino, gustare un dolce o cedere alla tentazione di un pezzettino di formaggio come gustoso aperitivo, è davvero troppo! 

Non riusciamo ad essere oneste neanche con noi stesse e, mentre i nostri fianchi si ricoprono di grasso, noi ricopriamo le nostre orecchie e quelle degli altri (abbiamo bisogno di testimoni che confermino il nostro alibi!) di frottole. Le più gettonate sono: “Oggi non ho toccato cibo!” (cosa che, però, non rende meno calorico tutto ciò che si sta trangugiando mentre si pronuncia questa frase”, “Tanto a pranzo ho preso solo un’insalatina” (Se non conti i tre litri d’olio e le olive che erano comprese nel prezzo sì, era solo un’insalatina!) e, un grande classico, “Ne ho preso solo un pezzettino/Ne ho bevuto solo un bicchiere! (e allora perché la torta è finita e la bottiglia è quasi vuota?). 

I sogni di gloria di queste bugiarde seriali, ovviamente, si infrangono una volta costrette a misurarsi con la bilancia o con una taglia 42 che proprio non si decide ad abbottonarsi. Il delitto perfetto non esiste. Se vogliamo sentirci libere di cedere a qualche vizio, a patto di non compromettere la nostra salute, è ovvio, due sono le strade da seguire: fare molta attività fisica, o concederci di non essere una modella da copertina. A volte un bel volto sorridente è meglio di una pancia superpiatta!

Fonte : LiberoDonna (V. Roscioni Nexta)

Rosso : Il Vestito giusto per fare colpo !




Tubino nero per far colpo su di lui? La scienza dice di no. Piuttosto, osate il rosso. È il risultato di una ricerca dell'Università di Rochester (New York), pubblicata dal Journal of personality and social psychology. 
I ricercatori hanno mostrato a un centinaio di uomini una serie di foto di ragazze chiedendo loro di indicare con quale avrebbero desiderato passare una serata intima. La stessa donna veniva proposta con indosso una camicetta di vari colori, ma gli uomini l'hanno scelta quando era vestita di rosso. 
«La preferenza per il colore rosso ha radici biologiche primitive e permane nell'evoluzione della specie», commenta Andrew Elliot, lo psicologo che ha condotto l'indagine su seduzione e abbigliamento.

Fonte : Oksalute

La velocità è come una Droga !

James Joyce, nel racconto Dopo la corsa, in Gente di Dublino, scriveva: «La rapida corsa dà sempre un senso di ebbrezza, allo stesso modo che la fama e il denaro». Un concetto ripreso molte volte dal cinema, basti pensare a Gioventù bruciata, Il sorpasso e ad altri film più recenti. 

Si sfoga l'aggressività
Proprio così: per alcuni automobilisti la velocità è come una droga, fonte di un piacere irrinunciabile. Le ragioni alla base del comportamento di questi emuli di Alonso sono diverse. 
«Spesso si tratta di individui che amano vivere situazioni al limite, e allora la strada diventa il luogo ideale per confrontarsi con il pericolo», spiega Max Dorfer, esperto di psicologia della sicurezza viaria presso l'azienda sanitaria di Bolzano. «Oltretutto oggi molti conducono una vita sedentaria e hanno poche occasioni di scaricare la propria aggressività: l'auto si trasforma in una valvola di sfogo». 
Non solo: correndo all'impazzata, queste persone vogliono dimostrare, soprattutto a se stesse, quanto sono coraggiose e brave. Più brave degli altri. Così vivono il sorpasso come un affronto, a cui rispondono con insulti e con un contro sorpasso. Anche perché in macchina si è nell'anonimato: non si conoscono gli altri automobilisti e non si è riconosciuti, quindi è più semplice reagire. 

Poi c'è un aspetto legato alle conseguenze del proprio comportamento: gli incidenti sono eventi statisticamente poco frequenti e altrettanto rari sono i controlli delle forze dell'ordine e le infrazioni. Di conseguenza, giorno dopo giorno, chi corre rinforza la sensazione che il suo comportamento non sia poi così negativo. 
Una sensazione che può rivelarsi pericolosa, visto che poi gli incidenti ci sono, eccome: secondo il rapporto di Aci e Istat, nel 2004 in Italia se ne sono verificati in media 614 al giorno. E il 91% degli incidenti dipende da comportamenti scorretti del conducente: per il 12,2% si tratta proprio di eccesso di velocità. 

Psicoterapia per frenare 
Imparare ad alzare il piede dall'acceleratore è possibile? Chi supera i limiti ogni tanto deve impegnarsi a rispettarli sempre, senza eccezioni. «Ma i veri patiti della velocità difficilmente ci riescono da soli. A loro suggerisco un supporto psicoterapeutico riabilitativo mirato», dice Dorfer. 

Fonte :OKsalute ; R.lla De Angeli

lunedì 5 marzo 2012

la vita a due, secondo lei

Quali sono i modi in cui si incontra il proprio futuro compagno? Quali sono i difetti che proprio non siamo disposte a perdonare e, al contrario, le accuse che il nostro partner ci rivolge più spesso? E ancora: come ci comporteremmo se scoprissimo che il nostro lui ci tradisce? A queste e altre domande sulle gioie e dolori della vita a due cerca di rispondere un sondaggio dedicato alla coppia e alla sua quotidianità.


L'indagine è stata realizzata da alfemminile.com, il sito web dedicato al mondo femminile che rappresenta il Gruppo aufeminin nel nostro mercato, consultando oltre 3.000 utenti italiane. 

L'INCONTRO – Le vecchie abitudini resistono anche nel Terzo Millennio. Circa un terzo delle intervistate ha incontrato il proprio compagno a casa di amici, il 25% ha trovato l’anima gemella in ufficio o nelle aule di scuola e università, mentre è invece pari al 23% la quota di chi ha conosciuto il proprio lui in internet, navigando in siti d’incontri, chat e social network. Insomma, cambiano i luoghi, ma l'incontro è ancora vecchio stile: infatti ben il 48% alla domanda “chi ha fatto il primo passo?” risponde “Lui, naturalmente!”. Non manca però un moderno 38% che ammette un avvicinamento reciproco. 

CHE COSA AMO DI TE - Il punto di forza del partner, responsabile della magica scintilla è, secondo il 26% delle donne italiane, un fatto di charme. Il 21% non riesce invece a resistere a uno spiccato senso dell'umorismo, mentre solo il 12% si lascia sedurre dal fisico e il 4% dal look. Il 34% delle donne ritiene che l’uomo ideale deve essere sincero e comunicativo, mentre per il 26% il compagno perfetto è rassicurante e paziente, gentile e pieno di attenzioni. Infine, il 15% lo sogna seducente e brillante. 

LA COPPIA: NASCE QUANDO… - Il 34% delle intervistate si è sentita “in coppia” dopo il primo bacio, mentre il 30% dopo diversi incontri a due. L’11% stabilisce la prima volta a letto come il vero momento d’unione, a partire dal quale ci si può definire una coppia. 

TI VORREI PIÙ… - In genere le donne vorrebbero un compagno più partecipe degli aspetti pratici della vita a due. Il 31% gradirebbe più collaborazione nelle faccende domestiche, mentre un altro 30% gradirebbe un maggior coinvolgimento maschile nell’organizzare uscite e vacanze. Il 18% ritiene che il partner non curi abbastanza il rapporto con amici e parenti, mentre il 9% delle donne rimprovera ai compagni un deficit anche nelle attenzioni verso i bimbi. 

I SOLDI – Quando poi si tratta di questioni di denaro, nel 47% dei casi i conti vengono fatti insieme, mentre il 22% preferisce tenere separate le questioni economiche da quelle del compagno. Il 14% dichiara di occuparsi personalmente anche delle spese, mentre il restante 14% affida a lui queste incombenze. 

ACCUSE E DIFETTI – Il rimprovero che le donne si sentono ripetere più spesso dal loro compagno è, per il 54% delle intervistate, il fatidico: "ti lamenti troppo!”, il 18% si sente ripetere spesso “mi trascuri”, mentre il 15% è accusata di non aver mai voglia di fare l’amore. Solo l’11% si sente rimproverare di non avere abbastanza cura di se stessa. Al contrario, le colpe più spesso ascritte al partner da parte del gentil sesso sono il fatto di non esprimere i propri sentimenti (25% delle risposte), di non avere mai le idee chiare (20%), e soprattutto di non ascoltare abbastanza (33%) Solo il 10% critica il proprio lui per essere troppo maschilista o per aver paura di impegnarsi (9%). 

GUERRA E PACE - Le donne italiane sono in genere soddisfatte della sintonia e del dialogo all’interno della coppia. Non mancano comunque le occasioni di scontro: quando si litiga il 46% delle intervistate discute, ma senza esagerare, mentre il 35% ammette di gridare letteralmente contro il proprio partner. Per quasi la metà delle intervistate (49%) la gelosia è la causa principale dei litigi, seguita dalle spese (14%), dalla suocera (13%) e dalla lotta a chi deve riordinare (13%). Solo l’8% si trova in disaccordo sull’educazione dei figli. La gelosia in particolare è una miccia sempre pronta ad accendersi. Il 40% delle intervistate si dichiara certa di lasciare il proprio partner in caso di sua infedeltà, mentre un altro 32% se ne andrebbe, anche se con mille dubbi e interrogativi, solo il 24% sarebbe disposto a perdonare il tradimento, cercando di capirne i motivi. Il 3% confida di avere una relazione aperta e di non interessarsi di cosa lui combini fuori casa. Quando poi si vuole fare pace, il 62% preferisce spiegare il proprio punto di vista con calma e tranquillità, mentre il 15% si affida all’umorismo, cercando di sdrammatizzare la situazione. L’11% è disposto poi a metterci una pietra sopra, senza parlarne, mentre un altro 11% rivela di preferire di gran lunga fare pace sotto le lenzuola. 

SESSO E INTIMITÀ – Quando si entra in camera da letto, secondo il 53% è l'uno o l'altro dei partner a prendere l'iniziativa, a seconda delle situazioni. Il 38% dichiara che di solito è lui a fare il primo passo. Un intraprendente 8%, invece, prende in mano la situazione, senza tabù. Ma il letto è anche il luogo della massima intimità: un romantico 45% dichiara di vivere il momento in cui ci si addormenta vicini come uno dei migliori della vita in due.

Fonte Tgcom

mercoledì 29 febbraio 2012

I nostri 10 Bisogni più profondi !


Cosa serve all'uomo per vivere bene? Non i soldi, spiega Vittorino Andreoli, ma piuttosto cose che non si comprano con il denaro


SICUREZZA 
L'uomo ha bisogno estremo di sicurezza. Gli è necessaria a vivere, prima ancora che a vivere bene. Quali sono i bisogni più profondi dell'uomo per raggiungere la felicità? Ecco i dieci pilastri su cui si fonda la nostra esistenza secondo Vittorino Andreoli. «Per nessuno di questi bisogni serve il denaro», scrive lo psichiatra nel suo ultimo saggio per Rizzoli, Il denaro in testa. «Semmai aiuta a soddisfarli meglio». 

COMPAGNIA 
L'uomo ha bisogno di non stare solo. Deve trovare qualcuno con cui dividere la sua avventura nel mondo. È una difesa dalla paura, che paralizza chi resta solo e lo fa sentire morto quando è ancora vivo. 

FIGLI 
L'uomo ha bisogno di vedere la sua esistenza prolungata nei figli, in chi ha qualcosa di lui nel volto. È questa la sola immortalità che profuma di umano. 

SOCIETÀ 
L'uomo ha bisogno di vivere in società, una famiglia allargata in cui è tenuto in considerazione anche da chi non lo conosce. Una società solidale si regge sulla cooperazione, un termine bellissimo perché vuol dire «fare con», «fare insieme»: la miglior difesa da ogni tentativo di esclusione che, per quanto nascosto dietro un'apparenza di buone maniere, genera sempre violenza. 

EQUILIBRIO 
L'uomo ha bisogno di un «bilancio positivo» tra gratificazione e frustrazione. Tra ben d'essere e mal d'essere. Tra piacere e dolore, speranza e delusione. La società non può imbrogliarlo con troppe promesse non mantenute. 

SERENITÀ 
L'uomo ha bisogno di serenità e di gioia, più che di libertà. I legami necessari a vivere non hanno nulla di libero: basta pensare all'amore e la libertà diventa una parola vuota. La cosa più importante per l'uomo è vivere in pace e talora persino essere felice. 

SENTIRSI UTILE 
L'uomo ha bisogno di sentirsi utile, come se fosse al mondo per qualcuno che non può vivere senza di lui: un padre, se è deriso e combattuto dal suo stesso figlio, soffre e si sente un nessuno. La società è il luogo per dare a tutti un senso, come in una grande orchestra con violini e contrabbassi, corni e flauti, arpe e viole da gamba. Se tutti sono adeguatamente coordinati e danno il loro contributo all'insieme, la vita può diventare l'esecuzione della Nona sinfonia di Beethoven: l'esito del concerto dipende da tutti e a volte su un palcoscenico, tra orchestrali e coristi, sono presenti anche duecento elementi. 

PREGHIERA 
L'uomo ha bisogno di pregare. Può rivolgersi a un dio, ma talvolta è sufficiente una persona cara che non c'è più. C'è bisogno di credere in qualcosa al di là del «muro d'ombra».

UGUAGLIANZA 
L'uomo ha bisogno di uguaglianza. Nessuno merita il privilegio di essere considerato superiore: una condizione che semmai può essere riservata agli dèi, certo non ai potenti, oggi sempre più stupidi, armati non di spada, ma di portafoglio. Solo quando non si è comandati è bello ubbidire, e allora si sopportano con piacere anche le fatiche di Ercole. 

GIOCO 
L'uomo ha bisogno di giocare, per tornare all'infanzia e mostrare il bambino che è in lui. E i bambini sono buoni. Fanno tenerezza, mai rabbia.

Fonte : Oksalute

martedì 28 febbraio 2012

Lei lo vuole Intelligente oltre che Bello !

Il solo aspetto fisico non è sufficiente per piacere alle donne. L’uomo invece sceglie ancora più con gli ormoni che con la testa



L´uomo ideale non esiste, ma a lei la bellezza non basta. Per essere attratta da un uomo, anche per la storia di una sera, la donna ha bisogno di trovarsi di fronte a una persona intelligente. Esattamente il contrario di quello che accade al maschio che, nella stragrande maggioranza dei casi, per fare sesso occasionale può benissimo guardare solo alla bellezza della partner.

È la tesi du uno studio dello psicologo evoluzionista Mark Prokosch della Elon University in North Carolina (Usa), che svela qualcosa di inatteso: anche quando deve scegliere un uomo per una sera, lei si lascia attrarre dall´intelligenza oltre che dalla bellezza.

Finora invece l´ipotesi più accreditata era che la donna cercasse in un uomo il “cervello” soltanto per relazioni di lunga durata e con la prospettiva di metter su famiglia, e che invece per flirt senza futuro si facesse guidare unicamente dall´attrazione fisica. 

L’uomo: meno cervello, più ormoni

L´uomo dal canto suo è molto meno cerebrale e molto più ormonale: uno studio recente condotto da Leander van der Meij dell´Università olandese di Groningen, e pubblicato sulla rivista scientifica “Hormones and Behaviour”, ha evidenziato infatti che su di lui domina la “dittatura del testosterone”, cioè la libido maschile sale comunque, insieme coi livelli dell´ormone, in presenza di una donna, bella o brutta che sia.

Nello studio di Prokosch è stato l´uomo invece a fare da cavia: un gruppo di maschi si è cimentato in una serie di test di atleticità e cognitivi, e le loro performance, accompagnate da una presentazione di sé, sono state immortalate con una videocamera.

Poi a un gruppo di donne gli psicologi hanno chiesto in prima battuta di guardare i video e giudicare quali uomini trovassero più attraenti e intelligenti e creativi. È emerso che le donne hanno fiuto sull´intelligenza maschile, riuscivano cioè a valutare l´intelligenza della persona vista in video in modo molto aderente alla realtà, e cioè all’esito dei test cognitivi cui gli uomini erano stati sottoposti. Poi alle donne è stato chiesto di dire quali tra gli uomini in video avrebbe scelto per una “storia senza impegni” o per una relazione seria. Poste di fronte alla scelta di potenziali partner per storie serie e durature o per semplici flirt di una sera, le donne hanno sempre giudicato più attraenti e gli uomini che apparivano più intelligenti.

Le regole dell’attrazione

“Abbiamo scoperto che la bellezza conta certo parecchio per la scelta di un uomo per storia di una sera”, ha spiegato Prokosch, “ma al contrario di quanto prevedevamo conta anche l´intelligenza. Sia l´intelligenza oggettiva (misurata con i test), sia quella percepita, fanno predire il grado di appeal che avrà un uomo su una donna anche se l´obiettivo di lei è solo una storia senza importanza”.

Fonte : Staibene.it

L'Uomo pensa più spesso al Sesso ?

Che il sesso per gli uomini sia un chiodo fisso è un fatto risaputo e non serve uno studio per confermarlo. La novità è che non si tratta dell'unico pensiero ricorrente nella mente maschile: gli amplessi focosi frequentano la loro testa altrettanto spesso quanto il cibo e il dormire.

Lo ha scoperto una ricerca condotta dalla Ohio State University di Mansfield (USA), riportato su LiveScience. Uno studio precedente ha concluso che gli uomini pensano al sesso in media ogni sette secondi, ma ora i ricercatori americani ci dicono che nella mente maschile c'è anche dell'altro, come un bel letto comodo e un buon manicaretto in tavola. I ragazzi che frequentano l'università, infatti, pensano al sesso in media, secondo gli scienziati, 18 volte al giorno contro i 10 delle donne. Gli uomini, invece, pensano con la stessa frequenza, se non di più ancora, al cibo e al sonno. "In altre parole, non c'è niente di speciale nei pensieri sessuali", ha detto Terri Fisher, psicologo che ha coordinato lo studio. "I maschi pensano di più a cose riguardanti la salute - ha continuato - rispetto alle donne e non solo al sesso". 

La convinzione che fare l'amore sia un chiodo fisso tutto maschile è insomma una leggenda metropolitana. Le ricerche precedenti, secondo cui si pensa al sesso troppo spesso, si baserebbero secondo Fisher su dati poco attendibili: si chiede alle persone di ripensare alla giornata trascorsa o a tutta la settimana e si chiede loro quante volte si è pensato al sesso. Un metodo, questo, che secondo gli scienziati non fornisce risultati attendibili. Fisher e i suoi colleghi hanno invece chiesto a 163 donne e a 120 uomini di portare con sé una specie di "contatore", su cui dovevano annotare i propri pensieri con un click, ma dicendo loro che si trattava di una ricerca sulla salute, in modo da non inquinare la veridicità dei feedback. "Lo stereotipo - ha detto Fisher - è che gli uomini pensano sempre al sesso e le donne solo raramente". Ma secondo lo studio, le cose non sono così. Innanzitutto ogni persona ha una propria "abitudine" di pensare al sesso: c'è chi lo fa 388 volte al giorno e chi solo una. Anche se si prende in considerazione il soggetto che ha fatto registrare questo numero estremo, non arriviamo comunque a pensare al sesso ogni sette secondi, come sosteneva l'altro studio, ma al massimo ogni 158 secondi. Insomma, orologio alla mano, in media gli uomini pensano al sesso un po' più di una volta ogni ora.

Fonte : Tgcom

Anche le Donne inviano sms piccanti !


Si è sempre ritenuto che il sexting – l’uso di inviare Sms, foto o video con contenuti sessuali espliciti – fosse una prerogativa dei teenager, specie di sesso maschile. Oggi, invece, un'indagine mette il luce un sommerso inaspettato: anche le donne tra i 18 e i 40 anni hanno preso l’abitudine di inviare messaggi di questo genere. 
Forse influenzate dall’uso sempre più assiduo di tecno-gadget o dall'abitudine di frequentare i social network, fatto sta che le donne di oggi non si fanno scrupolo in materia di sexting. Questo è quanto emerge dall’annuale sondaggio “Romance Report” promosso online dall’editore Harlequin, che incorona un buon 43% di donne “ree confesse” di aver inviato almeno una volta un messaggio contenente testo con linguaggio sessuale esplicito. Tuttavia, specifica il 63% delle intervistate, l’uso del sexting si è limitato nell’invio di questi messaggi al proprio partner, controparte di una relazione seria. Non manca comunque un 36% che ha invece confessato di fare sexting anche con chi conosceva da poco. Quanto alle immagini osé, è il 27% delle partecipanti ad aver dichiarato di averne inviata almeno una via email o cellulare.

Il tema dell’indagine era l’influenza della tecnologia nei rapporti amorosi e di coppia. Le partecipanti coinvolte sono state 1.500 e, come accennato, di età compresa tra i 18 e i 40 anni. 
Oltre all’uso sempre più massiccio dei messaggi, nel sondaggio è anche emerso il grande ascendente dei social network nelle vite amorose delle donne, con Facebook che fa la parte del leone, in testa nella classifica di ore passate online con, in media, 10 ore a settimana di collegamento. 
Questa assidua frequentazione ha un certo peso sulla vita sentimentale del 61% delle intervistate. Di queste, molte hanno detto di utilizzare Facebook per trovare qualcuno con cui avere un appuntamento.
Tuttavia, nella realtà le cose sono un po’ diverse e “sorprendentemente il 52% delle donne intervistate di età compresa tra i 25 e i 35 anni non ha mai partecipato a incontri online”, si legge nel rapporto.

A influenzare le scelte di queste donne non sono più solo le madri o gli amici, ma proprio i media. E, sebbene per l’89% delle intervistate Facebook sia il mezzo per “sapere” delle vite degli altri, le maggiori fonti di informazione per ottenere consigli sentimentali sono le riviste specializzate e i programmi Tv.L’abbuffata di tecnologia può dunque avere i suoi effetti collaterali anche sulla vita sentimentale delle persone che, anche se di primo acchito possono aver storto il naso al primo impatto con il sexting, alla fine lo fanno diventare parte del proprio modo di “comunicare”. Uno dei commenti sui risultati del sondaggio giunto con il comunicato da parte dall’editore è stato che la discrezione “non è più una virtù nella società contemporanea”. Possiamo dargli torto?

Fonte Tgcom Luigi Mondo & Stefania Del Principe

lunedì 27 febbraio 2012

Fantasie Erotiche !

Quali confessare (e quali no)

Immaginare o sognare situazioni sessuali «diverse» può creare imbarazzi e far sorgere dubbi. E la classica domanda: vanno raccontate al partner?




Raccontarle o tacerle? Alimentarle o negarle? Avere fantasie sessuali è assolutamente normale, eppure non sempre sappiamo come gestirle. «In realtà tutti facciamo sogni erotici e, anzi, le ultime ricerche dicono che più ci dedichiamo a questa attività di produzione fantastica più diventiamo aperti, flessibili, equilibrati, creativi, soddisfatti...», spiega Chiara Simonelli , docente di psicologia dello sviluppo sessuale alla Sapienza di Roma. 

LE QUATTRO FUNZIONI  DELLE FANTASIE EROTICHE

Le fantasie, insomma, ci fanno bene. Rispondono infatti a quattro funzioni principali e cruciali del nostro immaginario. 

• Funzione creativa. È considerata molto importante per accedere a una sessualità sempre più variegata, gioiosa, completa. «Dando spazio agli spunti erotici del nostro immaginario, potenziamo la nostra inventiva, permettiamo che le fantasie si dispieghino, si arricchiscano, rivelino aspetti di noi che sono sempre stati in ombra, scardinino schemi ripetitivi», spiega Simonelli. 

• Funzione compensativa. Può accadere a tutti di attraversare un periodo in cui non c'è un amore o una relazione erotica: il poter almeno immaginare un rapporto, evocare la sua dolcezza, la sua gioia, l'eccitazione che regala compensa, appunto, una mancanza e consente di restare in contatto con la propria sessualità, in attesa dell'occasione di viverla pienamente. 
Siamo ben lontani dalla visione del padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, che attribuiva i sogni erotici solo a chi nascondeva desideri frustrati. La funzione compensativa riguarda tutti quanti, non solo le persone che hanno blocchi o problemi nella propria sessualità. 

• Funzione di aiuto al rapporto sessuale. Molte persone richiamano con il pensiero delle scene erotiche durante un rapporto con il proprio partner per aumentare l'eccitazione o per trovare quella spintarella in più che fa giungere all'orgasmo. La cosa va considerata perfettamente normale, non c'è niente di male. 

• Funzione esplorativa. A livello mentale si possono fare delle prove: magari figurarsi come ci si potrebbe sentire tra le braccia di un determinato partner o come si reagirebbe se si provasse un certo gioco amoroso. 
Tali esplorazioni non comportano rischi e possono dare tante informazioni preziose sui propri gusti, sui desideri, sulle pulsioni che magari si avvertono indistintamente e non si sa bene in quali direzioni spingano. «Ma non solo: queste raffigurazioni hanno anche in qualche caso il risultato molto pratico di aiutare a migliorare l'esperienza reale, esattamente come le tecniche di visualizzazione della gara adottate da molti atleti per perfezionare le prestazioni», dice Simonelli. «Se si ha un appuntamento, con ogni probabilità il fantasticarci su porterà a una preparazione migliore, ad aggiustare il tiro: magari ci si vestirà in modo diverso e più sexy, oppure si escogiterà una certa carezza che provocherà nel partner un effetto particolare...». 

QUANDO CI SI SENTE A DISAGIO

Tutto sempre bene, dunque, nel mondo dell'immaginario erotico? Non proprio, in effetti. Le fantasie sessuali si distinguono in due grandi categorie. 

• Fantasie evocate. Vengono richiamate alla mente coscientemente, magari per potersi rilassare o eccitare. Poiché sono un atto volontario, è più raro che creino conflitti. 

• Fantasie spontanee. Spesso emergono non invitate, talvolta sorprendendoci piacevolmente, altre volte arrivando quasi nostro malgrado. 

Alcuni sogni erotici, il più delle volte appartenenti a questa categoria, infatti possono mettere a disagio, creare imbarazzo, ansia, vergogna, tensione. «Qualche volta è solo un problema culturale: alcuni pazienti, quando spiego loro le virtù dell'immaginario e la sua insopprimibile libertà, scoprono che non c'è niente di male a concedersi anche fantasie bizzarre o esagerate», spiega Simonelli. 

Se un uomo sogna di darsi alle orge, se una donna fantastica di spogliarsi di fronte a dieci maschi eccitati, queste sono normali iperboli della mente e non indicano certo immoralità o tendenza alla promiscuità (se non sono accompagnate da un progetto di trasposizione nella pratica...).



DUE SOGNI EROTICI DIFFUSI: SESSO OMOSEX E RAPPORTO VIOLENTO

In altri casi, però, il problema è più complesso e delicato. Prendiamo le fantasie a contenuto omosessuale o bisessuale, molto più diffuse di quanto si pensi. 
Il timore di tante persone è che tali sogni siano la spia di un'inclinazione che le spingerà inevitabilmente verso una certa strada. Questo non si può escludere a priori, ma non si tratta dell'unica spiegazione, né di quella statisticamente più frequente. Spesso, per esempio, la spiegazione è del tutto simbolica. Può trattarsi di una trasposizione sul piano onirico di una spinta a migliorare la conoscenza di se stessi, della propria sessualità. Oppure, nel casa di una donna per esempio, il desiderio di avere un partner meno rozzo, più raffinato e sensibile.
Un altro esempio classico è la nota fantasia femminile di essere prese con violenza. Molte donne ne riferiscono con imbarazzo, chiedendosi: «Ma allora sono masochista?». E tanti uomini che ne sentono parlare possono farsi l'idea sbagliatissima che una donna desideri realmente una prepotenza! 
Anche in questo caso il sogno richiede un lavoro di decodifica. Il più delle volte c'è un desiderio molto femminile di passività e un bisogno di deresponsabilizzazione: se si è prese con la forza, ci si può lasciare andare, quasi senza ammettere le proprie voglie. In più c'è la piacevole sensazione di suscitare un desiderio maschile davvero vivo, tale da portare l'uomo a perdere la testa e addirittura infrangere la legge. 
Se studiamo bene questi sogni, dunque, in genere c'è sì una violenza, ma che risulta essere quasi un complimento per la donna, non un'umiliazione. 
Ci sono però casi in cui fantasie di sopraffazione che portano molta angoscia hanno un significato diverso, più inquietante: magari sono la trasposizione a livello erotico di un vissuto di reale sofferenza. Se nell'infanzia ci sono stati traumi legati alla sessualità, oppure anche un vissuto in un clima di disamore, abbandono, trascuratezza emotiva, può essere che questi contenuti riaffiorino in forma mascherata ed erotizzata. Allora più spesso le donne rievocano la violenza in fantasie da vittima, gli uomini si vedono come persecutori. 
«In generale, possiamo dire che quando i sogni sono particolarmente rigidi, fissi, stereotipati, ripetitivi, sono la spia di un disagio: è come se ci fosse un'unica chiave d'accesso all'eccitazione, laddove ce ne potrebbero essere moltissime.», continua Simonelli. Se poi il contenuto dei sogni crea vergogna, è pieno di umiliazione o violenza non gioiosamente simbolica, è il caso di approfondire: può essere il messaggio cifrato della nostra psiche che chiede aiuto. 

ASPIRAZIONI CHE SI POSSONO COMUNICARE AL PARTNER E QUELLE DA TENERE PER SÉ

Ma torniamo alle fantasie più divertenti: dirle o non dirle, nella coppia? Confessare o meno? 

• Inconfessabili. Ci sono sogni che chiedono esplicitamente di rimanere nascosti. In primo luogo quelli che possono creare gelosie: chi, per quanto aperto e comprensivo, sarebbe felice di sapere che la persona amata si diletta sognando di partecipare a un'orgia, o di fare l'amore con un'altra persona? 
Ma anche altri sogni particolarmente intimi (fantasie omosessuali, giochi erotici che non si vogliono trasporre nelle realtà) è meglio che rimangano patrimonio di quel giardino segreto che ciascuno custodisce dentro di sé. 

• Da condividere. Alcuni sogni sembrano nati per essere comunicati e magari anche messi in pratica insieme, con complicità. In genere sono idee venute sul momento, magari stimolate dalla stessa relazione. Può essere il desiderio di fare l'amore in un luogo particolare, su un prato o in riva al mare, o lo sghiribizzo di un gioco erotico diverso. 
L'ideale sarebbe che il partner ascoltasse con apertura ciò che viene raccontato. «In base alla mia esperienza, posso dire che le donne sono abbastanza in grado di fornire un ascolto complice, gli uomini un po' meno: gelosie e insicurezze sono sempre in agguato», spiega Simonelli. Nessuno, comunque, deve sentirsi obbligato ad assecondare il sogno dell'altro, se non giudica stuzzicante quella fantasia sessuale.



Fonte : Emma Chiaia - OK La salute prima di tutto

Il Partner da evitare !



IL MEGALOMANE 
Chi è affetto da megalomania ha un ego smisurato e in coppia tenderà sempre a portare guai. I vostri problemi? Sempre in secondo piano. Magari a letto per i primi tempi sarà un fenomeno. «È nella sua natura parlare sempre di sesso e volerne sempre fare, in un gioco di autocompiacimento», mette in guardia Augusto Iossa Fasano , psichiatra e consulente della Asl Città di Milano. «Ma attenti, siete davanti a un potenziale fedifrago. Il megalomane non sa accontentarsi di quello che ha perché è alla perenne ricerca di gratificazione, credendosi un amante eccezionale». 
E chi lo vorrebbe accanto una vita intera? «Renderebbe la storia un inferno, soprattutto passata la fase dell'innamoramento», continua lo psichiatra. «Con uno o una così non riuscirete a costruire una relazione stabile: non sono persone in grado di soddisfare l'altro in campo affettivo e relazionale, per colpa dell'insicurezza, che nascondono sotto la maschera della megalomania». Meglio evitare... 



IL TIRCHIO 
«Tirchieria? No, al massimo parsimonia», è quello che vi dice quando declina ogni invito al ristorante con la scusa che a casa si mangia meglio. E poi, magari per caso, scoprite che il suo conto in banca è tutt'altro che spoglio. Allora dovete cominciare a pensare come sarebbe crescere un figlio con un partner così. 
Spiega Alberto Maria Comazzi, psichiatra al Policlinico di Milano: «C'è chi, dietro a una filosofia dell'austerità, cerca di nascondere la propria grettezza e moltiplica i disagi, andando persino contro i bisogni primari, suoi e di chi gli sta vicino». E allora siamo davanti a un'avarizia patologica.
«Quando si sta in case separate quello della gestione dei soldi è un problema cui non si pensa troppo», nota la sessuologa Chiara Simonelli. «Ma provate a immaginare come sarebbe la vita con chi dà al denaro un valore diverso da quello che gli attribuite voi. Intendiamoci, non è l'equazione soldi uguale felicità. Ma costruire una famiglia con un compagno tirchio o geloso dei propri guadagni potrebbe essere un problema». 
Fuggire a gambe levate? «Sì, specie se dietro l'avarizia si nasconde un'insicurezza affettiva di fondo, una ferita profonda che ostacola il desiderio di dare e darsi agli altri», dice Comazzi . 


L'OTELLO 
«Nei rapporti di lunga durata, manifestare la gelosia in maniera moderata e senza compromettere la libertà del partner è il segno che l'amore è vivo e viaggia sui binari giusti», dice la psichiatra Donatella Marazziti . «Altra cosa è la patologia, che spesso è legata a un bisogno spasmodico di conferme». 
Per la psicoterapeuta Anna Salvo: «Non è facile avere a che fare per molti anni con qualcuno che manifesta diffidenza ingiustificata, che mette in dubbio la vostra lealtà, vi pedina come un segugio e che per questo vi obbliga sempre a giustificarvi». 
Anche a una persona con un buon equilibrio capita di esagerare, ma se l'allarme non rientra dopo qualche scontro allora fermatevi a riflettere su come potrebbe essere la vita con un compagno-detective alle calcagna. «Difficile nel migliore dei casi, impossibile nella norma», ammonisce Marazziti. «Finireste prigionieri e vittime di paure e di ansie» . 


IL NARCISO 
Vi ha affascinato perché era una giovane e prestante avvocatessa, ma dopo due anni di relazione siete stufi di sentirle dire che è la migliore sulla piazza mentre lei non si degna di un commento sui vostri successi lavorativi. Incapace di voler bene ad altri all'infuori di sé. Cautela: forse vi siete imbattuti in un narciso. In altre parole, una persona che ha un tale amore per se stessa da annullare il resto del mondo. 
«Non si può costruire una famiglia con chi non sa entrare in empatia con gli altri», è drastica la Salvo. I narcisi sono fermi a una fase infantile della vita, non hanno senso del mondo reale e nascondono la paura di relazionarsi agli altri con la pretesa di considerarsi i migliori. «I rapporti con queste persone sono difficili perché il narciso mette scarso impegno personale nella coppia, e non riconosce i bisogni dell'altro», conclude Salvo . 

Fonte : Oksalute

Cybersex: Quali sono i motivi

Woody Allen ha detto che la masturbazione è fare sesso con qualcuno che ami e sono totalmente d'accordo con lui. Ora, grazie all'invenzione della chat e della webcam, questa espressione di amore di sé non è più in solitaria. Il Cybersex è diventato molto più che masturbarsi davanti a una telecamera. Si tratta di una combinazione di voyeurismo ed esibizionismo, e probabilmente la cosa più allettante è che sai sempre che sei in buone mani .. le proprie.


Il sesso virtuale ti permette di essere chi vuoi tu

Il sesso virtuale è generalmente considerato un ottimo modo per trovare la compatibilità sessuale prima che gli amanti potenziali si incontrino di persona. La domanda "hai la webcam?" Diventa un punto di svolta nella chat, quando ci troviamo di fronte alla possibilità o inevitabilità del cybersex. Il sesso virtuale sembra così attraente perché permette agli individui di vivere meglio in un (ottica virtuale) del mondo, dove i partecipanti possono diventare chiunque vogliono, non importa quanto distanti possano essere dalla realtà effettiva.

Cybersex possono causare la depressione

Tuttavia tali realtà virtuali potrebbo diventare un problema patologico che può causare sintomi simili alla dipendenza da droghe. Pertanto gli esperti dicono che il sesso on-line trasforma le persone in individui con una personalità significativamente alterata . Essi potrebbero anche iniziare a soffrire di depressione o frustrazione basata sul fatto che la loro soddisfazione sessuale è raggiunta solo attraverso Internet, ma non nella vita reale. Oltre a questo, l'individuo potrebbe andare in comportamenti estremi, come la masturbazione eccessiva che può diventare qualcosa fuori controllo.

Il sesso virtuale non sempre danneggia la tua vita sociale, ma ...

I sintomi corporei che si verificano durante l'astinenza dal cybersex sono simili a quelle affrontate da un tossicodipendente. Un recente studio ha dimostrato che l'83% delle persone interessate al cybersex non hanno avuto difficoltà nella loro vita quotidiana, ma il restante 17%, si sono isolati dalla società e la loro produttività del lavoro è diminuito.

Facciamo mantenere le cose semplici

Ma quali sono i motivi reali dietro la popolarità del sesso virtuale. Se fate una piccola ricerca lo troverete molto divertente quando si leggono i tentativi di esperti per capire queste ragioni. Alcuni medici parlano di cambiamenti che si verificano nelle menti della gente a causa della Computer Age, mentre altri gridano dai piedistalli che il sesso virtuale - è un segno di follia, dicendo che le persone normali devono etichettare gli individui come malati mentali. Forse dovremmo essere più scettici rispetto alle parole di questi esperti che facilmente prescrivono antidepressivi ai tredicenni. Perché personalmente, credo che le ragioni che stanno dietro il sesso virtuale sono molto più semplici.


Sappiamo perché lo fanno gli adolescenti

Vediamo in primo luogo chi sono le persone più coinvolte con il sesso virtuale? Ebbene, gli adolescenti. In precedenza, era la masturbazione davanti alla rivista, la televisione, e ora - di fronte al monitor. E allora? In sostanza non è cambiato nulla. In precedenza, l'immaginazione è stata impegnata da stimoli visivi, ed ora ha più di un senso di appartenenza - in realtà si sta parlando con qualcuno mentre lo fate. E, consente di ricordare, come la società tratta di nuovo la  masturbazione degli adolescenti nel corso della giornata? Non era etichettato come un vizio, che può causare la cecità? Quanti "esperti" hanno detto che la masturbazione ostacolerà le prestazioni mentre si è con un vero e proprio partner? O che è stato causato da disabilità mentale. Quindi, per favore, basta rilassarsi e ascoltare attentamente le vostre esigenze sessuali, perché nessuno le capisce meglio di se stesso.

Che dire degli adulti?

Sembra abbastanza chiaro quando si tratta di adolescenti, ma come spiegare che uomini e donne adulti fanno le stesse cose - con il cybersex. Perché hanno bisogno di sesso virtuale quando si dispone di un accesso libero al sesso nella vita reale? Forse puzza un po 'come perversione qui? Ma no, le cose anche qui sono abbastanza semplici. Forse il tuo partner ha opinioni più "di classe" sul sesso e non è disposto a provare cose nuove? In tal caso, il mondo virtuale diventa così molto più allettante per te. O se il tuo amante non capisce il tuo bisogno di fare più frequentemente sesso  o un modo più romantico per fare l'amore? Poi sicuramente si potrebbe cercare un altro posto dove si vorrebbe realizzare questi desideri.

Quali sono i pericoli?

Anche se stiamo parlando di un incontro sessuale "virtuale" , dovremmo considerare il fatto che le capacità distruttive del cybersex sono ancora molto reali. Ci sono tre principali pericoli connessi con l'amore sul web. La prima è la possibilità di intrappolare minori innocenti. Il secondo è ovviamente la dipendenza e la terza è l'impatto che l'amore on-line ha su l'atteggiamento della società verso il sesso.

Tratto dal web